Cellulari: il pericolo - spam tocca il portafoglio tratto dal sito www.mytech.it

Non sono tanto le infezioni virali sullo stile del diffuso Cabir a preoccupare gli utenti e i carrier: la minaccia proviene invece dal fenomeno-spamming, che oltre a proliferare e disturbare, si avvia sul sentiero della truffa

"La telefonia è il futuro dell'hackeraggio". Parole poco rassicuranti, specie se a pronunciarle è Sergio Vantusso, marketing manager per il Sud Europa di McAfee, uno dei maggiori produttori mondiali di antivirus. Che ormai sia ora di proteggere il telefonino sono d'accordo tutti: gli utenti ma anche i gestori di telefonia mobile.
Una volta tanto, il problema non viene dai virus in senso stretto: la scarsa potenza di calcolo dei telefonini, la disomogeneità dei sistemi operativi e il livello tutto sommato alto di protezione che offrono rende poco attraente scrivere virus con il cellulare nel mirino.

Non che non esistano virus per i cellulari: Cabir ha dimostrato che tecnicamente si può scrivere codice maligno anche per loro, ma almeno per il momento la vera emergenza si chiama spamming.

Un rischio sottovalutato ingiustamente: quando colpisce il cellulare, lo spamming può anche ferire il portafoglio. Perché i "cattivi" hanno messo a punto strategie d'attacco devastanti.
Una delle più semplici, ma diffuse, tecniche di spamming malvagio è la " chiamata non risposta con sorpresa": l'ignaro utente si ritrova sul cellulare una chiamata non risposta. Incuriosito richiama, e una musichetta lo mette in attesa. ma la telefonata è stata dirottata in un paese lontano con tariffe al minuto da capogiro, in grado di prosciugare in un batter d'occhio anche la ricarica più cospicua. Peggio ancora se il malcapitato paga a bolletta, che sarà salata da far paura.
Anche quando non è così cattivo, lo spamming al cellulare è molto più fastidioso che non quello via posta elettronica: primo, perché ci colpisce in un oggetto strettamente personale, diventando così un'odiosa intromissione nella nostra privacy; poi perché, in assenza di filtri automatici simili a quelli usati sul Pc di casa, cancellare i messaggi indesiderati sul telefono è un'operazione lunga e noiosa; terzo, perché i messaggi spazzatura sottraggono spazio nella già poco capiente Sim del telefonino. Quarto infine, perché spesso anche i nostri figli hanno il cellulare, e magari gli capitano tra le mani inviti a provare servizi quanto mai inopportuni, sia per la loro natura sia per i costi sempre stratosferici.


Nei confronti dello spam i carrier hanno sin qui mostrato una certa indulgenza, dovuta anche al fatto che dal loro punto di vista anche la posta spazzatura era sempre traffico a pagamento.
Ora le cose non stanno più così: le pressioni di utenti e autorità giudiziarie, che giustamente li considerano responsabili del traffico che passa sulle loro reti li ha resi più sensibili al fenomeno. Inoltre, col crescere esponenziale dei messaggi-spazzatura crescono anche i costi necessari a gestire il traffico degli spammer.
Così, se la magistratura fa il suo mestiere (negli Usa sono finiti sotto inchiesta 51 personaggi accusati di spamming via cellulare), l'industria comincia a reagire: negli Stati Uniti Verizon Wireless ha denunciato all'Fbi spammer che avevano inviato qualcosa come 4 milioni di messaggi illegali. I carrier hanno anche creato un'organizzazione, (Maawg - Messaging anti-abuse working group) per darsi una serie di regole comuni e arginare il fenomeno prima che divenga troppo pericoloso.
E anche per evitare di finire l'uno nelle blacklist dell'altro: se un operatore telefonico è di manica troppo larga con gli spammer, può capitare che i messaggi legittimi dei suoi utenti vengano bloccati dai firewall degli altri operatori, creando disservizi e suscitando proteste da parte degli utenti.

Tra i membri fondatori di Maawg c'è Openwave, che ha messo a punto un sistema di protezione dallo spamming via cellulare destinato ai carrier: ciò a dire che sarà il nostro operatore telefonico a proteggerci dallo spam, senza che noi dobbiamo caricare nulla sul nostro cellulare.
La soluzione si chiama Edge Gx 2.0 (il nome non deve trarre in inganno, qui Edge non c'entra nulla con l'omonima rete che Tim offre come alternativa all'Umts) ed è un gateway di servizi per la prevenzione degli abusi nel messaging progettato appositamente per aiutare i provider che offrono Mms, Sms ed e-mail mobile a filtrare lo spamming prima che arrivi al telefonino dell'utente.
Edge Gx 2.0 sfrutta la tecnologia Ssi (Shared server intelligence), che mette istantaneamente in sicurezza l'intera rete al momento dell'attacco, in modo da evitare che una volta individuato un punto debole gli spammer ci si buttino dentro in massa.
Il pacchetto permette alle reti di comunicare e condividere in tempo reale le informazioni utili per proteggere tutte le reti interconnesse da eventuali attacchi.
Inoltre applica le policy di utilizzo definite dagli operatori arrestando gli abusi prima che possano dilagare per la rete. Insomma, lo spamming da taschino cresce, ma per fortuna crescono anche le contromisure.

contenuto tratto dal sito www.mytech.it

 


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