La TV digitale terrestre: che cos’è
Con il 2004 l’Italia è entrata pienamente nell’era della televisione digitale terrestre. Secondo quanto previsto dalla legge n.66/2001 e confermato dal disegno di legge Gasparri, dopo il 31 dicembre 2006 l’attuale sistema analogico afflitto dall’impossibilità di ulteriore crescita, sarà solo un ricordo. Grazie alle straordinarie capacità di compressione della tecnica digitale e alla possibilità di trasmettere su una rete TV, rinnovata con apparecchiature dette multiplex, non più un solo programma TV ma un bouquet di programmi, ci sarà posto per molte decine di programmi a diffusione nazionale (contro l’attuale massimo di dodici) e per parecchie centinaia di programmi a diffusione regionale o locale (contro le attuali poche centinaia). Inoltre tali programmi potranno essere trasmessi con qualità audio-video nettamente superiore a quella ottenibile con gli attuali sistemi analogici.
La TV digitale terrestre tra multimedialità e interattività
La portata innovativa della TV digitale terrestre consiste in due importanti fattori:
a) la multimedialità, cioè l’arricchimento dei programmi con tracce audio supplementari, grafica animata e servizi informativi (come, ad esempio già disponibili nei DVD);
b) l’interattività cioè la possibilità per l’utente di inviare e ricevere a richiesta sul proprio schermo TV dati e informazioni di suo personale interesse, utilizzando la normale rete di telecomunicazioni (come quando tramite il telefono e il modem ci si connette con il proprio PC a Internet). Si apre così la possibilità per tutti di accedere ai servizi della società dell’informazione, comodamente seduti in salotto, con la semplice utilizzazione del telecomando.
Per avere un’idea dei servizi interattivi utilizzabili con la televisione digitale terrestre, si può consultare il sito www.fub.it/dvb/dvbt.
L’utente: come può accedere alla TV digitale terrestre
Ad un utente che desideri fruire del nuovo sistema serve soltanto comprare un’apparecchiatura di adattamento detta decoder o set top box o box interattivo. In una percentuale di casi valutata intorno al 10-20% (e riguardante soprattutto gli impianti condominiali) occorrerà adeguare l’impianto di antenna, da parte di installatori specializzati. In genere non occorrerà cambiare l’orientamento delle antenne, perché la maggior parte delle reti digitali irradiano dagli stessi siti utilizzati per le trasmissioni analogiche. La nuova TV continuerà ad gratuita come la TV analogica, finanziata con la pubblicità e il canone. L’utilizzo di servizi interattivi, tranne alcuni di fondamentale utilità sociale offerti gratuitamente, prevede il pagamento del costo di una normale chiamata telefonica o di un normale SMS. Per servizi di particolare attrattiva commerciale sono previste tariffe ad hoc, stabilite dal mercato, fatta salva un’adeguata informativa agli utenti.
Incentivi per l’acquisto di decoder
Analisi di carattere sociologico ed economico, provenienti da varie fonti, sia nazionali sia europee, confermano le enormi potenzialità della nuova piattaforma, per uno sviluppo della società e dell’industria italiana. Proprio per questo, il Governo Italiano sostiene la transizione dall’analogico al digitale con importanti misure di incentivazione non solo al sistema produttivo ma anche e soprattutto agli utenti. Ad ogni famiglia in regola con il canone RAI viene riconosciuto un contributo di 150€ per l’acquisto di un decoder o box interattivo (fino a raggiungimento del plafond di 110 milioni di euro stanziato con la finanziaria 2004, sufficienti a erogare 700.000 contributi). Il contributo è corrisposto al momento dell’acquisto come sconto sul prezzo da parte del rivenditore, che provvederà poi a farsi rimborsare dal Ministero delle comunicazioni. Per informazioni su incentivi e modalità di acquisto del decoder si può consultare il sito decoder.comunicazioni.it.
La copertura del segnale DTT e l’offerta di programmi e servizi
L’utente che compra un decoder oggi ha già la possibilità di fruire di un’offerta digitale, più o meno articolata a seconda della zona di residenza, ma in continua evoluzione nel corso dei prossimi mesi. Già a dicembre 2003 il maggiore broadcaster privato aveva avviato le sue trasmissioni in tecnica digitale. Il 3 gennaio 2004, cominciava le sue trasmissioni digitali la RAI, proprio nel cinquantenario dell’avvio delle trasmissioni televisive in Italia. Si è aperta quindi la fase di switch-over, cioè di coesistenza del sistema analogico e del sistema digitale. Attualmente sono attivi in Italia cinque multiplex a diffusione nazionale, che potendo trasportare ognuno dai 4 ai 7 programmi televisivi, consentono già un’offerta fino a 35 programmi televisivi. I programmi attualmente offerti in parte replicano quelli trasmessi in analogico, ma vi aggiungono servizi interattivi, in parte rendono disponibili sul digitale terrestre programmi già visibili solo agli utenti dotati di parabola e in parte rappresentano novità assolute pensate appositamente per la nuova piattaforma.
I principali broadcaster nazionali raggiungono, ognuno, circa il 50% della popolazione. Tuttavia, poiché i vari broadcaster coprono aree non sovrapposte, si può pensare che la percentuale di popolazione raggiunta da almeno un bouquet digitale terrestre, sia notevolmente superiore al 50. I broadcaster locali stanno pian piano affacciandosi al digitale, con esempi notevoli in varie regioni italiane.
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