LE VOSTRE ESPERIENZE
Difetti di fabbrica alla macchina.. fuori garanzia
Spero di avere contattato l'ente giusto, nel caso avessi sbagliato
vogliate indirizzarmi a chi di dovere...
Il mio problema è il seguente:
Ho una volkswagen polo 1.2 benzina acquistata nel marzo 2003.
nessun problema fino a 10 giorni fa quando mi è stato "diagnosticato"
dal meccanico autorizzato una rottura del tenditore della distribuzione.
Mi hanno detto che la spesa si sarebbe aggirata attorno ai 530 euro
tutto compreso.
Ho giustamente richiesto se potevo rivalermi della garanzia dato che
trattasi di un difetto palesemente di fabbricazione.
Mi hanno risposto che ero fuori garanzia (2 anni) e ok, questo è giusto!
però mi hanno pure detto ke la casa madre per alcuni difetti riconosce
le sue colpe e in alcuni casi arriva a rimborsare anche l'intero importo
in altri casi il 50% e cm qqualcosa si riesce a recuperare).
Purtroppo mi dicono che la mia casistica non rientra nei difetti
rimborsabili dalla volkswagen e quindi ho dovuto pagare tutto.
Tra l'altro nel giro di 2 gg la cifra è lievitata fino a 675 euro xkè
hanno affermato che si sono aggiunti altri problemi con conseguente
perdita di tempo.
nonostante il responsabile mi ha applicato uno sconto sui ricambi del
15% (a suo dire) invece dei 530 euro ho speso 675euro.
ho pure chiamato ufficio reclami VW e la loro risposta è stata che
potevano intervenire solo su richiesta dell'officina autorizzata dove ni
sn recato (un chiaro passamano...!!)
trattandosi di una macchina di 2 anni e mezzo e con solo 32000km mi
aspettavo almeno un rimborso parziale dato che pure loro hanno ammesso
trattarsi di difetto di fabbricazione seppur non contemplato nelle loro
"liste".
Potete aiutarmi?
Gent.mo Utente,
il ns. consiglio-gratuito-è il seguente:
invii fax ed email a ripetizione al servizio clienti della compagnia
automobilistica,
oltre che alla officina da cui si è servito, facendo appello alla "rinomata
serietà della casa" che non riscontra in questo accaduto;
trovi un referente preciso più disponibile e continui
a telefonare, inviare fax, copia della fattura chiedendo un rimborso anche
parziale.
Stabilisca Lei la cifra, tipo "voglio che mi sia rimborsato tot", e in calce
a fax ed email scriva " attendo un riscontro".
Vedrà che scrivere anzichè parlare, argomentando con dati ( fatture, età
della macchina etc) potrebbe portare dei risultati.
La cifra non è tale da giustificare un intervento legale, a meno che non
citi " danni morali" o danni derivanti dal fermo macchina.
Cordiali saluti
La mia dipendenza da internet.
Ho 31 anni e per tre anni sono stata attaccata alla rete giorno e notte, distruggendo (e perdendo completamente interesse) il lavoro, le amicizie.
L'amore... l'ho trovato on line, però, data la disinibizione che da la rete ho impostato un rapporto senza regole, facendo differire molto la realtà dei fatti da quanto detto, confondendo i limiti tra finzione scherzosa (perché dovrebbero tutti solamente scherzare fingendo su internet... boh? è una regola non scritta che capisco fin troppo bene, se si scherza sempre allora non c'è nulla di personale, si ha una vita propria, cosa che tutti affermano in ogni chat e forum)
Poi un giorno sono arrivata al limite. Ho pensato, ora mi suicido perché la mia vita è davvero vuota, niente lavoro, niente amici, niente amore, ma in cambio alcuni problemi personali grossi, trascurati per molto.
Internet da oblio alla coscienza, crea un interlocutore nella nostra mente (anche in questo momento) e non ci si sente mai soli completamente, anche se non essere mai soli non vuol dire stare bene. Per me questa è una delle grosse illusioni della rete, un grande utero a portata di klik.
Insomma, ho fatto un gran casino, però ne sono uscita.
Non volevo più stare male ed essere depressa, ho trovato prima un qualunque lavoro per uscire di casa, poi un fidanzato, pian piano gli amici si sono riavvicinati (non tutti, ed è dolorosissimo sapere che è stata colpa di una mia debolezza allontarli, ed ora che vorrei incontrarli devo accettare il rifiuto, ma così è e poco c'è da fare)
Ora mi connetto poche ore al mese. Ho intrapreso una psicoterapia per uscire dalla dap e dalla depressione affrontando così i problemi che mi avevano portato dritta alla rete, non confessando mai la dipendenza da internet alla mia psicologa, per vergogna soprattutto.
La rete ti avvolge e ti impiglia anche se ti allontani. (ma l'ha capito lo stesso, visto che è davvero brava)
Ora ho rapporti, sporadicamente faccia a faccia, spesso telefonicamente, con persone conosciute on line, che continuano a vegetare pascolando su chat, forum, blog. Ho rapporti con psicolabili e persone equilibrate, e piano li sto tagliando. Alcuni li manterrò, perché la conoscenza si è orientata su piani concreti e comunanze di interessi, ma sono soltanto due, contro le infinite chattate di ogni notte.
Si perché le amicizie virtuali non le scegli per una vita regolare, ma solo per passare il tempo. Non ho nulla da dire ore al telefono, dopo anni di chiacchiere. Ho fame di fatti.
La conseguenza che fatico ad affrontare è una. Mi sono allontanata per vivere, ma non ho più sotto controllo la rete e i webamici, come ero abituata. Ora internet mi pare ostile, mi fa quasi paura il non esserci più dentro, ho l'impressione che mi si ritorga contro ( come avviene affrontando affrontando le conseguenze della dipendenza, che il tempo passato on line abbia fatto perdere credibilità, occasioni, creato ostacoli in più ad una vita sociale ).
Questa ansia è una spinta a non connettermi, meno so meno mi angoscio, ma mi pare grave la paura di un giudizio negativo dei webamici.
Ma è logico che la volubilità fa dimenticare e diffamare chi non c'è più quotidianamente, la superficialità di rapporto non da rispetto, allora perché ho dato e continuo a dare tanta importanza agli amici invisibili, fino a investirli del ruolo di giudice di me, e soprattutto del mio passato? Timore che rivelino fatti inadeguati a persone che sono sia nella mia vita che nel web, noia, irrequietezza, ansia, tutte queste sono le sensazioni che mi danno disgusto del web, soprattutto la noia, poi l'ansia. Ecco, perché? Questo non dipende dalla rete, ma dal mio carattere insicuro e dalla conseguente attitudine a ingannare, mentire. Mi specchio ancora nella rete, se prima rifletteva onnipotenza e stordimento ora riflette solo le mie paure, troppo brutalmente messe a tacere.
Riassumendo il fascino è stato nell'illusione di non essere mai sola, di avere un micromondo a mia misura e l'annullamento di paure e pensieri tristi, che si sono però ripresentati al momento del distacco. Penso che questo sia il problema maggiore, i problemi tornano indietro con effetto boomerang, appena si stacca la spina da questa incoscienza tecnologica, su soggetti che hanno chiaramente dimostrato di preferire la fuga ad altre soluzioni, e probabilmente si ributteranno nel web per poi fuggirne fino al punto di rottura. Non credo che sia internet a causare disturbi, ma il cervello degli utenti, e che vada adeguatamente curato... non tanto per staccarsi dalla tastiera, per trovare il motivo di un sorriso fuori dalla finestra e la forza di ricostruire tutto. Anche se spesso viene da sola, dopo l'esibizione di tante caricature umane, immedesimazioni, ma soprattutto disillusioni.
Garanzia senza scontrino..
Sono tre mesi che corrispondo con il centro assistenza di ARIETE elettrodomestici perche' avendo smarrito lo scontrino ma in possesso di una dichiarazione di vendita rilasciatami dal venditore; non vogliono riconoscermi la riparazione di misere 45,00 euro.COSA POSSO FARE?
Gentilissimo Utente,
La Sua domanda manca di alcune precisazioni: innanzitutto, ha chiesto e/o
ricevuto l'autorizzazione alla riparazione dalla Casa Madre
oppure al momento di lasciare l'elettrodomestico in riparazione ha chiesto
garanzia anche solo verbale al riparatore che
sarebbe stato rimborsato dalla Casa Madre?
La dichiarazione di vendita porta data e timbro del venditore?
Ha conservato il cartone originale contenente l'elettrodomestico?
Cordiali Saluti.
Radiochirurgia
Salve, avrei bisogno di chiedere qualche info, per quanto concerne la radio chirurgia. Mio fratello, è stato operato di un tumore al cervello, ora sta per terminare la radio terapia e a quanto pare, vogliono ricoverarlo 2 giorni, per trattare la radio chirurgia, dopo averle fatto una tac. Che cos'è questo tipo di esame? è come la radio terapia, o è qualcosa di più forte? In attesa di un vostro riscontro, porgo distinti saluti.
Gentile Signora/Signore
la radio-chirurgia è in effetti una variante della radioterapia ma essa è molto più selettiva ed attuata con acceleratore multienergia.
Nel caso di suo fratello, questo provvedimento viene proposto con l'intento di aggredire eventuali residui di malattia e come dicevo sopra esso è soltanto più selettivo e non più "forte". La richiesta di una degenza di due giorni si rende necessaria onde consentire l'esecuzione degli accertamenti radiologici (TAC e/o RMN), indirizzati alla verifica di eventuali residui di malattia, propedeutici al trattamento radio-chirurgico. Infine, la radio-chirurgia non ha effetti collaterali diversi da quelli della radioterapia che suo fratello ha già eseguito.
Cordiali saluti
Formattazione hard-disk
Salve.
Volevo chiederle come fare da solo e bene, queste operazioni: formattare il
mio hard-disk, installare xp home edition e poi l'upgrade di windows xp
professional (tutti regolarmente acquistati in negozio) ho un pentium 3
1000mghz-20gb hard disk-256 mb memoria ram. OS:windows xp s.p2 ma troppo
incasinato dalle varie mani.
Gentile Utente,
Premesso che se possiede il cd di installazione di Windows XP
Professional non occorre installare XP Home.
In caso avesse un cd di upgrade, questo deve essere inserito dopo aver
terminato l'installazione della versione home, lanciare il setup e
seguire le istruzione che appaiono a video.
Veniamo alla formattazione.
Per procedere alla formattazione occorre far fare il boot dal cd di
installazione. Per far fare il boot dal cd occorre impostare
l'operazione dal bios della scheda madre
(tale operazione varia a seconda del modello del modello).
Una volta avviato il sistema da cd appare la caratteristica schermata
blu. Si deve eliminare la partizione che la procedura di installazione
evidenzia, dopo l'eliminazione verrà chiesto di formattare l'hard disk.
A questo punto basta seguire le istruzioni che appaiono a video e il
sistema si installa.
In tutta la procedura i punti critici sono:
1.Configurare il boot da cd
2.Cancellare la partizione preesistente
Sesso orale
Salve, sono un giovane ragazzo che ha avuto un rapporto di sesso orale con una ragazza che non rivedrò più! Se quest' ultima fosse stata malata di aids quante probalità ho di essermi ammalato anche io? Che esami posso fare per saperlo? In attasa di una vostra gentile risposta vi ringrazio!
Gentilissimo Utente,
Le facciamo presente sul ns. sito trova la GUIDA ALL'AIDS, può linkare
qui a http://www.prontarisposta.it/aids.html Che Le consigliamo di leggere e di cui le inviamo alcune righe.
”La trasmissione sessuale è la modalità di trasmissione più diffusa dell'infezione
da HIV. I rapporti sessuali, sia eterosessuali che omosessuali , possono
trasmettere l'infezione. Questa avviene attraverso piccolissime lesioni dei
genitali che si verificano durante il rapporto sessuale e che consentono al
virus, presente nello sperma e nelle secrezioni vaginali, di entrare nell'organismo.
Ovviamente tutte le pratiche sessuali che favoriscono traumi possono
provocare un aumento del rischio di trasmissione, e i rapporti anali sono a
maggior rischio: la mucosa anale è infatti più fragile e meno protetta di
quella vaginale e quindi è più facile trasmettere il virus.”
In sostanza, teoricamente, per avere contratto Lei il virus
sia sul suo membro che nella cavità orale del partner ci dovrebbero essere state delle microlesioni.
Cordiali saluti
Quali piante…
ho un terreno vicino Roma, una piana di circa ha 7 vorrei piantarci delle piante da frutto (ciliege , albicocche ecc. ) e degli ulivi ma nel periodo delle piogge su questo terreno tende a ristagnare acqua.
attualmente viene seminato a granturco.posso piantarci questi alberi ? quale tipo di piante posso piantare? Grazie
Gent.mo Utente,
Le specie che Lei mi elenca, ad eccezione dell’olivo, si riferiscono a drupacee originarie di paesi nordici e pertanto si adattano a climi caratterizzati da temperature minime invernali anche basse (centro - nord Italia). Peschi, ciliegi, albicocchi hanno addirittura bisogno di un minimo di freddo per indurre la schiusura delle gemme in primavera.
L’olivo, invece, pur essendo originario del bacino mediterraneo è una specie alquanto rustica, per cui, con opportuni accorgimenti, coltivabile più o meno in tutta Italia.
Naturalmente per tutte le specie in questione sono da evitare zone con ritorni in freddo durante le fasi di ripresa vegetativa delle piante (fine inverno – inizio primavera). Il problema sorge allorché il terreno su cui tale frutteto andrà impiantato è soggetto a ristagni idrici perché praticamente tutte le piante da frutto coltivabili nel nostro areale sono più o meno sensibili alla eccessiva presenza di acqua nel terreno.
Olivo
periodi anche brevi di ristagno idrico provocano l’instaurarsi delle condizioni che possono portare la pianta alla morte (marciume radicale, assenza di ossigeno…) A differenza delle specie a foglia caduca tali ristagni sono molto dannosi anche di inverno.
Pesco, ciliegio, albicocco
risentono molto dell’eccessiva umidità del suolo e preferiscono zone ben drenate.
Susino
il susino europeo è forse tra le specie più resistenti all’eccesso di acqua nel terreno anche se predilige, come tutte le altre piante da frutto, terreni ben aerati.
Per ovviare a tale inconveniente si potrebbe:
1. Usare dei portainnesti abbastanza resistenti all’asfissia, sempre che i ristagni non siano frequenti ed eccessivi, la cui lista potrà essere richiesta al vivaista che Le fornirà le piante (es. “San Giuliano” per il susino) I portainnesti non dovranno però essere scelti solo in funzione della resistenza in condizioni di asfissia ma si dovrà valutare quello che è tutto l’ambiente pedoclimatico .
2. Qualora i periodi di ristagno idrico fossero frequenti si dovrà prevedere un’opera di drenaggio dell’appezzamento.
Resta inteso che tutte le valutazioni debbono essere ricondotte ad un’analisi costi – benefici che permetterà di stabilire se gli investimenti effettuati saranno poi ripagati dal reddito futuro.
Cassiera sotto stress
Sono un'impiegata addetta alla cassa in un centro commerciale. Faccio un lavoro stressante,data l'enorme affluenza di turisti, magrebini e quant'altro affollano l'area dove opero. Maneggio migliaia di euro al giorno, ma sindacalmente siamo commessi, perchè non abbiamo la responsabilità del denaro che maneggiamo. Se però in un mese si hanno esuberi/ammanchi qualsiasi sia l'importo, ci tolgono tre ore lavorative più un'ammenda di venti euro per sanzioni disciplinari. Ma il mio problema è che da diversi anni soffro di una grave forma di depressione che mi costringe a stare bloccata per parecchi mesi. Questa malattia, che ho documentato come da regolamento con le più svariate dichiarazioni dei medici psichiatrici che operano nel centro di igiene mentale dove sono seguita con abnegazione, anche con le crisi in corso, quando termina l'ultimo giorno di malattia (INPS) e sono obbligata a rientrare, con tanto di raccomandazioni dello psichiatra ben descritte ed elencate su un certificato medico, quindi di un ente pubblico, vengo regolarmente gettata allo sbaraglio con scaltrezza, costretta ad operare nelle casse con più affluenza e di conseguenza serve una concentrazione molto elevata per limitare gli errori.Con la terapia farmacologica, indispensabile per tenermi in piedi, vengo strizzata fino al punto di collassarmi e i miei diretti superiori, non aspettano altro, per costringermi a stare sì a casa, ma senza un centesimo, così non posso neppure curarmi. Ho tentato tre volte di levare il disturbo una volta per tutte, perchè oltre la malattia terrificante, si aggiungono questi episodi disumani, perchè non credono che il male oscuro sia un disturbo invalidante e devastante fisicamente e psicologicamente. Adesso, non hanno neppure guardato il certificato del dipartimento di salute mentale che data l'età matura, ma ancora lontana dalla pensione, chiede al mio datore di farmi fare il mio lavoro in una cassa meno stressante, e che la mia salute, già molto precaria, sia un po' più alleggerita per non avere troppe ricadute. Niente da fare. E' tutto documentato. nelle casse dove c'è da farsi il....mazzo, ci sono sempre io. Le ragazze giovani, veloci, ma con poca voglia di fare, vengono accontentate ed è un abominio, vederle lavorare che vada bene, due ore su quattro. contro le mie sette, essendo full time. Ma lo stipendio di milleduecento euro, copre a malapena il pagamento delle cure psichiatriche. Sono rientrata da una decina di giorni, e, i capi e qualche collega, sono sulla sponda del fiume ad aspettare il mio sicuro crollo. Solo per vedere come farò senza soldi. Lo so, è disumano, ma se anche i congiunti non credono al cancro che è dentro, che mi fa desiderare di morire, ma non avendo avuto neppure un raffreddore, per loro sono sana. A nulla è valsa la convocazione dello psichiatra per spiegare loro la graVITà DI QUESTA MALATTIA. Scusate la lunghezza, sono prolissa, ma essendo anche sola, anche questo è un contatto umano con la speranza di essere creduta, potendo produrre tutta una lunga serie di certificazioni, cartelle cliniche per interventi vari subiti durante il servizio. Vi prego, aiutatemi. sono stata attenta a fornire tanti particolari. se ho qualche speranza, posso provare a cercare aiuto da qualche associazione o dare in pasto la mia storia a qualche quotidiano . Grazie e qualunque sia il verdetto, lo accetterò con rassegnazione.
Gentilissima Utente,
grazie innanzitutto per averci scritto e per la Sua fiducia nei nostri
confronti.
Calma e sangue freddo, dal punto di vista lavorativo,
andrebbe consultato sicuramente un avvocato, se non lo ha già fatto.
E inoltre bisognerebbe anche vedere se, visto il Suo recente rientro al
lavoro, ha possibilità di prendere altri permessi o malattie, che Le
consentano di
organizzare un piano di azione legale e personale e che Le facciano tirare
un sospiro di sollievo.
Lei deve condurre il gioco, signora, e non farsi condurre: sapere
i Suoi diritti e doveri, informarsi, agire di conseguenza,
farsi valere. Lei si sente incompresa dai Suoi familiari: orbene, nella vita
la comprensione degli altri è un frutto raro,
non per cattiveria ma perchè ognuno ha il suo punto di vista delle cose e
quindi il primo passo è essere comprensivi verso se stessi
e dalla Sua lettera crediamo che Lei abbia inquadrato la Sua situazione in
maniera chiara e lucida.
Ripetiamo ancora: chiarisca gli aspetti squisitamente pratici e legali della
Sua situazione, il Suo tipo di contratto, e
come può tutelarsi. Per quanto riguarda la Sua malattia, non possiamo
pronunciarci in merito, essendo un argomento molto delicato.
Per quanto riguarda la Sua vita in generale , possiamo solo dire che la
forza va trovata dentro se stessa per ottenere quello che vuole,
e che lottare per i propri diritti è già qualcosa che fa sentire meglio, ma
richiede determinazione e freddezza.
Quanto tempo è stata assente dal lavoro per malattia? E come è
stata la Sua vita lontano dal lavoro?
Come spende le Sue giornate? Cosa Le piace fare, o cosa Le piacerebbe fare?
Siamo a Sua disposizione , ci scriva quando vuole.
Cordialissimi saluti
Prima del parto
Non so se sia il caso di fare test pre e post parto..ma ho VERAMENTE e SERIAMENTE bisogno di AIUTO!!E prima possibile,partoriro' intorno all'11 agosto ma sono in preda ad un ANSIA TERRIBILE ho paura,non riesco a dormire la notte e non ho idea su chi mi assistera' e se andra' tutto bene!!Ho 23 anni ...AIUTATEMI INDIRIZZATEMI!!NON CE LA FACCIO SUL SERIO.Mio marito sembra non capire,dice andra' tutto bene ma chi me lo garantisce??ho paura di tutto cio' che sia una sala operatoria ed un ospedale,ma paura a livelli fobici..Come devo fare??sono disperata anche se sono quasi arrivata mi sembra di peggiorare ogni giorno il mio stato e non posso permettermelo(per il bimbo)Dovrebbe essere un belperiodo ..invece..ATTENDO RISPOSTA CON ANSIA,CI FOSSE UN METODO DI AUTOCONVINCIMENTO VE NE SAREI SUPER-GRATA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Gentilissima Utente,
Il momento difficile che sta vivendo scaturisce naturalmente dall'affrontare questo sconvolgimento emotivo e fisico dovuto alla gravidanza, al parto e al diventare mamma, ed è un momento così profondamento importante e delicato per una donna che probabilmente Suo marito, pur volendo capirLa, consigliarLa e starLe vicino, non riesce a comprendere appieno.
E talvolta anche altre donne , nella Sua stessa condizione, affrontano la gravidanza in maniera diversa e non riescono a comprendere. La soluzione che possiamo offrirLe è intraprendere un dialogo via email e telefonico con una delle nostre psicologhe della maternità, che sono specializzate nell'affrontare e aiutare donne in maternità. Lei ha perfettamente ragione, ha urgenza di un sollievo. Si affidi a una psicologa della maternità, Le garantiamo una risposta in tempi brevissimi ( 24 ore e anche prima) e potrà essere seguita in questa fase così delicata da specialisti di sostegno psicologico a donne in gravidanza. Se è d'accordo, faccia una domanda scrivendo e sfogando tutto quello che sente e che prova: la psicologa Le risponderà in tempi brevi dandoLe subito qualche indicazione e aiuto , poi potrà decidere se avere il suo sostegno anche in seguito .
Gastroenterologi
Vorrei sapere se su Taranto città ci sono medici specialisti in malattie del fegato o gastroenterologi,ed eventualmente i loro nomi,visto che non sono riportati sui pubblici elenchi.
Gent.mo Utente
per trovare specialisti a Taranto Le possiamo suggerire questo sito
http://www.aigo.org/newportal/index.php dell' AIGO Associazione Italiana
Gastroenterologi & Endoscopisti Ospedalieri
oppure contattare AGGEI Associazione dei Giovani Gastroenterologi ed
Endoscopisti Italiani al seguente indirizzo email : info@aggei.org
Botta e risposta sulla Sciatalgia
dacirca 10gg sto curando una lobosciatalgia dovuta a2 ernnie del disco in (L4-L5) accertate da RM .ABASE DI CORTISONICI SENZA ESITI POSITIVI ANZI,CONTRARI.HO BISOGNO DI PERSONE SERIE STO PASSANDO LE PENE DELL'INFERNO CIAO
Gentilissimo Utente,
abbiamo consultato il Dott.Vannini in merito al Suo caso. Egli può darLe una consulenza efficace purchè Lei specifichi nella Sua domanda:
1 il dettaglio del risultato della risonanza magnetica
2 il tipo di cortisone e il dosaggio che sta assumendo
3 se ha effettuato altre terapie e di che tipo
Buogiorno. è possibile che dopo 25 giorni di cure = bentelan +novalgina 2 volte al giorno. muscoril toradol contromal sia in gocce fiale pastiglie x curare una lobosciatalgia dovuta da 2ernie del disco accertate 7 anni fà e tuttora mi trovo ad avere dei dolori specie quando mi alzo costretto da dolori a dir poco ATROCI.sto aspettanto tempi x fare R.M. è RAGGI NEL FRATTEMPO COSA POTREI FARE X ALLEVIARE UN Pò QUESTI MIEI MALEDETTI DOLORI ?
In riferimento al quesito posto dal sig. Luciano tengo a precisare che
alcune forme di sciatalgia acuta hanno una durata estremamente lunga,ma si ricorre all'intervento chirurgico solo in caso di paresi dell'arto inferiore o di dolore nonostante tutte le terapie.
Tengo a sottolineare tutte perché in questo caso si devono ancora effettuare trattamenti locoregionali(blocchi epidurali lombari con anestetico e cortisone e/o ozonoterapia).
Mi sembra inoltre di intuire che il sig. Luciano è in possesso di una RMN
molto datata; la situazione potrebbe essersi modificata.
Se una nuova RM
comporta un tempo di attesa troppo lungo si può ricorrere a TAC lombare
eseguibile in minor tempo.
Cordialmente
dott. Stefano Vannini
Problemi all’anca
Mia mamma, una signora 73enne, ha un grosso problema alle anche. In breve posso dire che è nata con una lussazione all'anca poi con le gravidanze, il peso, ecc. ha rovinato sia l'altra anca che un ginocchio ed ha subito diversi interventi. Ora è passato del tempo vorrei farla vedere da uno specialista bravo per le anche e non so a chi rivolgermi, da chi portarla. Non necessariamente in Emilia Romagna. Vorrei poterla far visitare da qualcuno che se ne intenda veramente. Grazie
Consiglio alla signora di consultare il sito internet www.classcity.it e di cliccare su speciale medici e quindi sulla specialità ortopedia e traumatologia. Verranno elencati i più esperti specialisti nel settore in italia con relativi recapiti. Personalmente punterei sui centri di Pavia e di Genova. Spero di essere stato di aiuto ed invio i più cordiali saluti.
Gennaro Pelliccia
Frattura pluriframmentaria
Ciao,sono un ragazzo di 33 anni,di Ferrara,due mesi fa ho avuto un incidente stradale in moto,e mi sono causato una frattura pluriframmentaria-scomposta testa-collo omero dx, sono stato operato dopo 3 giorni qui a Ferrara tentando(e stando a quello che mi dicono,riuscendo)una ricostruzione con osteosintesi.Purtroppo ho avuto una grave infezione,ora risolta,con una potente cura antibiotica.Il tutto aggravato,da una lesione del nervo ascellare(confermata da da una EMG),che mi impedisce il sollevamento del braccio,senza contare i forti e continui dolori che sento in tutto il braccio,scapola,e spalla!!!!sono disperato...anche per i discordanti pareri..cosa mi devo aspettare dal futuro?ho speranza di recuperare,almeno parzialmente,l'uso del mio braccio?..VI PREGO AIUTATEMI!!!
Dalle notizie fornite dal giovane il problema fondamentale attuale è quello correlato alla lesione del nervo ascellare che presumo si debba attribuire al trauma e non all'intervento chirurgico di osteosintesi. Le lesioni dei nervi periferici, se reversibili, richiedono comunque un lungo periodo di tempo (mesi) per la loro soluzione. Il problema va gestito dallo specialista neurologo in collaborazione con il fisiatra per la terapia riabilitativa. Resta comunque inteso che il giovane dovrebbe sincerarsi con i suoi curanti se la lesione è tale da far supporre un recupero e soprattutto avere molta pazienza in quanto la giovane età è sicuramente un fattore prognostico favorevole.
Gennaro Pelliccia
Gravi disturbi del sonno
Mio marito soffre da diverso tempo di alcuni disturbi del sonno. Spesso si acutizzano con il coincidere di discussioni, con l'aumentare di preoccupazioni , dispiaceri etc. Durante la notte si sveglia gridando che sta per morire e accusa forti dolori al braccio (a volte al destro a volte al sinistro). In circa tre o quattro anni che ne soffre non ha mai preso provvedimenti e non si è mai rivolto ad alcun medico ma ultimamente il problema è più frequente. A chi dovremmo rivolgerci? Ad un neurologo? I disturbi del giovane sono molto verosimilmente riconducibili ad una turba dell'umore che tende alla depressione. Per una migliore definizione del quadro clinico è consigliabile rivolgersi ad uno psichiatra.
Cordiali saluti
Momento di sconforto
ho 15 anni ,e mi sento depressa, come se tutti mi odiassero e parlassero male di me,ho sempre queste persone nella testa,come la stupida e penso sempre a prima quando ero felice,sono molto fragile ho paura di parlare con la gente perche mi sento una stupida e mi sottovaluto, sono sempre triste a scuola odio tutti.....non ho fiducia in me stessa e nemmeno in Dio... dico sempre ke voglio morire perche la mia vita non ha un senso....ma ke kos'e'?ci sara un motivo per cui io mi sento cosi non ho piu quell amore per la vita e per le coe fondamentali...mi sento sola ma non lo sono...cosa sara mai?sto bene e invece mi sento sempre male ...
Scadenze ICI
Quali le date delle scadenze Ici ?
Gentilissimo Utente,
In merito alla Sua domanda, le scadenze ICI sono 30 giugno e 20 dicembre, ripartite in misura del 50% ciascuna. Attenzione, le scadenze ICI sono soggette a modifiche comunali, quindi va verificato se il Suo Comune di appartenenza ha apportato modifiche specifiche.